Intervista a Eleonora Gambella

Intervista a Eleonora Gambella

Consulente Babywearing Italia

Intervista a Eleonora Gambella
Fonte: www.lalulala.it

 

Ciao Eleonora! Grazie per aver accettato la nostra proposta di intervista! Ti puoi presentare brevemente a chi non ti conosce ancora?

Grazie a Voi! Sono una mamma bis, laureata in psicologia, educatrice nel passato e consulente Babywearing nel presente da ormai due anni, e in formazione come puericultrice. Ma soprattutto sono solare, creativa ed empatica!

Come hai vissuto la pandemia? Il lockdown ti ha fermato o spinto verso nuove sfide?

Ogni volta che la vita mi propone una nuova sfida da affrontare, in genere reagisco con entusiasmo e curiosità. Infatti ho cercato di vedere il bicchiere mezzo pieno di questa situazione sgradevole e mi sono buttata maggiormente nel mondo virtuale che da sempre mi affascina.

Infatti ho iniziato subito a convertire le mie consulenze babywearing domiciliari in consulenze online, dato che una neomamma in lockdown necessita fortemente spesso di una consulente per imparare a usare la fascia portabebè, dato che sono assenti i nonni del nuovo arrivato.

Col passare del tempo però sentivo che il mondo del babywearing non supportava a sufficienza i genitori che seguivo, perciò dato che ho sempre lavorato nel mondo infantile come educatrice e mi porto dietro anche una laurea in psicologia, ho voluto approfondire e affinare le mie conoscenze iniziando anche una formazione online come puericultrice. La puericultrice è un operatore socio sanitaria riconosciuta dal ministero (purtroppo al contrario di tante altri figure esistenti che potrebbero comunque essere riconosciute) che supporta la triade nel momento in cui si crea, perciò sia nel periodo prenatale, ma anche nel postparto. Inoltre si occupa dei bambini dai 0 ai 6 anni.

Quanto aiutano i social network nell’affermazione di nuove professionalità come la tua?

I social network sono molto potenti a mio avviso. A volte neanche ce ne rendiamo conto tutti di quanto ci influiscano davvero nella vita. Infatti noto che le scelte che faccio o le affermazioni che dico influenzano davvero le persone che mi seguono con più passione.

L’influencer non è solo chi ha milioni di followers ma siamo un po’ tutti. Infatti sto dedicando la mia formazione non solo all’ambito materno infantile, ma anche all’utilizzo dei social. E questo in realtà lo sto facendo affinché le mie conoscenze come puericultrice, ecc abbiano concretezza e siano davvero di aiuto a tanti genitori.

In realtà tutto questo lo faccio con molta passione, nel senso che ancora non ho un guadagno pieno e vorrei che davvero diventasse un lavoro effettivo. So che la strada è molto lunga e a volte si rischia anche di perdersi ma il trend che ho nelle mie pagine social è sicuramente positivo, a patto che io segua sempre le nuove mode di pubblicazione. Insomma bisogna stare sempre al passo!

Quanto in questo momento è importante saper costruire una community virtuale?

Direi fondamentale. I numeri dei followers contano poco nel guadagno effettivo. Conta invece molto di più le interazioni pubbliche e private. Difatti anche se i miei followers aumentano lentamente, al contrario le interazioni sono enormemente aumentate.

Sui social si tessono relazioni, legami, si crea fiducia e perciò spesso bisogna stare anche molto attenti nel dire certe affermazioni, sia perché potrebbero essere fraintese, ma anche perché potrebbero urtare la sensibilità di qualcuno. La community virtuale diventa ancora più forte nel momento in cui i follower attivi si iniziano a conoscere fra di loro, aumentando anche l’interazione pubblica. Altrimenti non si potrebbe definire community.

Dove possiamo trovarti online?

Mi trovate su Facebook come Mama.Tabità, allo stesso modo su Instagram: Mama.Tabita.

35 anni, bis-mamma e imprenditrice. Da quando è nata la sua prima figlia è andata alla riscoperta delle sue passioni e si è ritrovata ad aprire un negozio dedicato a mamme e bebè. Quello a cui non può rinunciare? Una tastiera, un progetto, un biglietto aereo e un risveglio tutti e quattro nel lettone.

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