Giuseppe Rizzi - Direttore Generale e Fondatore di Associazione Fermerci

Intervista a Giuseppe Rizzi

Giuseppe Rizzi - Direttore Generale e Fondatore di Associazione Fermerci

1. Ciao Giuseppe, grazie per aver accettato di rispondere alle nostre domande. Ti puoi presentare brevemente a chi non ti conosce ancora e raccontarci del tuo percorso professionale?

Sono Giuseppe Rizzi, Direttore Generale e Fondatore di Associazione Fermerci, dal 2007 mi occupo di relazioni istituzionali e dal 2010 sono Segretario Generale e Direttore di Organizzazioni di categoria.
Laureato nel 2005 in Giurisprudenza con indirizzo pubblicistico, ho svolto per un breve periodo la professione forense in materia di diritto amministrativo. Nel frattempo ho continuato gli studi specializzandomi con Master in: Diritto e gestione dei servizi pubblici, La riforma dei lavori (Legge Marco Biagi e ss.), Comunicazione e Gestione delle Relazioni Istituzionali.
Nel 2006 ho svolto un tirocinio presso il Ministero dell’Economia e Finanze al Dipartimento degli Affari Generali occupandomi di relazioni sindacali e istituzionali.
In quel contesto ho conosciuto l’attività di Lobbying ed è nata la passione per le relazioni istituzionali.
Terminato il tirocinio, dopo una breve parentesi di lavoro presso un ente previdenziale privato, sono diventato responsabile delle relazioni istituzionali di SBB Cargo Italia.

2. Ci hai detto che sei laureato in Giurisprudenza e specializzato in comunicazione e gestione delle relazioni istituzionali. Da tempo lavori nel mondo del trasporto ferroviario: cosa ti ha spinto in questo settore?

In realtà è stato un caso l’inizio del lavoro nelle relazioni istituzionali proprio nel settore ferroviario. Partecipando ad una selezione, sono stato scelto fra più candidati.
Nel frattempo, studiando al Master Diritto e Gestione dei Servizi Pubblici, già iniziato prima della selezione, ho deciso di svolgere la tesi nella liberalizzazione del settore ferroviario.
Credo che questo ultimo elemento sia stato determinante ai colloqui.

3. L’associazione Fermerci, di cui sei Direttore Generale, rappresenta gli interessi del settore logistico italiano. Puoi raccontarci brevemente di cosa vi occupate?

Associazione Fermerci, nasce nell’estate 2022 dalla volontà dei principali gruppi della logistica ferroviaria che operano in Italia, fra essi infatti sono presenti realtà nazionali e internazionali.
Fermerci è un’associazione di sistema, ovvero un’organizzazione di categoria che intende rappresentare gli interessi degli operatori nel trasporto ferroviario merci.
La sfida dell’Associazione è quella di rappresentare presso tutte le istituzioni nazionali ed Europee gli interessi di un intero cluster di imprese, tutte operanti nella logistica Italiana.
Sono rappresentati interessi di: imprese ferroviarie, terminal ferroviari, operatori multimodali, operatori di ultimo miglio ferroviario, costruttori e detentori di veicoli ferroviari, centri di formazione del personale nel settore ferroviario.

4. Parliamo di digitale e tecnologie emergenti: quanto il web rappresenta un ostacolo per il trasporto ferroviario e quanto un’opportunità da sfruttare?

Il web non rappresenta alcun ostacolo, anzi è un’opportunità per il settore ferroviario. Operando in un mercato europeo ed internazionale è fondamentale l’utilizzo della Rete in tutti i processi di gestione aziendali.

5. La digitalizzazione nel trasporto merci su rotaia mira a modernizzare il settore grazie all’implementazione di tecnologie come il DAC (Accoppiamento Automatico Digitale), per automatizzare la preparazione dei treni, o l’uso di piattaforme digitali per gestire i flussi logistici in modo più efficiente e sostenibile. Fantasia o realtà?

La digitalizzazione è essenziale per il nostro settore, nella logistica ferroviaria, durante l’esercizio delle attività sono presenti numerosi flussi informativi.

Questi, se digitalizzati, creano efficienza nel sistema e rendono il trasporto ferroviario merci sempre più competitivo. Grazie all’innovazione si velocizzano i processi e riducono i costi per le imprese, con vantaggio per il cliente finale ma anche per la collettività, vista la sostenibilità ambientale di questa modalità di trasporto.

Non è fantasia, è realtà già in altri Paesi, occorre solo cambiare approccio e pensare alle sole opportunità che la digitalizzazione offre.

6. Treni a guida autonoma, Cloud Computing, Internet of Things, intelligenza artificiale e Big Data: quanto queste tecnologie possono migliorare ulteriormente l’infrastruttura del sistema ferroviario italiano?

Tutti questi strumenti, nessuno escluso, sono già stati considerati da tutto il nostro cluster. Sono benvenuti e visti con fiducia per il futuro, sono essenziali per consentire alla nostra modalità di trasporto di raggiungere quote di traffico oggi lontane.
Il futuro della ferrovia vede l’impiego di questi strumenti, e la stessa ferrovia si presta all’impiego di essi, in quanto operante in un sistema chiuso come la rete ferroviaria e quindi con facilità di implementazione e utilizzo.

7. Come immagina Giuseppe Rizzi il futuro del trasporto delle merci su rotaia?

Un futuro positivo, con treni più lunghi e più pesanti, molto frequenti e che riescano a soddisfare le esigenze delle imprese italiane per importare ed esportare le merci.
Un futuro in cui saranno presenti meno camion sulle strade, meno inquinamento, meno esternalità negative e costi sociali per la collettività, generati oggi da un trasporto pesante eccessivo su strada.
Un futuro in cui da ogni terminal presente sul territorio partano treni merci cadenzati per le principali direttrici industriali nazionali ed europee.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito è protetto da reCAPTCHA e si applicano le norme sulla privacy e i termini di servizio di Google. e Termini di servizio fare domanda a.