Intervista a Luca Bove
Intervista a Luca Bove: abbiamo avuto il piacere di scoprire il mondo, ancora poco esplorato, della Local SEO. Le sue parole ci hanno permesso di comprendere il valore strategico di Google Maps e Google Business Profile per le aziende, così da attrarre clienti e migliorare visibilità e reputazione.

1. Può raccontarci un po’ di lei e del suo percorso professionale?
Vengo da una laurea in Informatica e dopo esperienze da programmatore, arrivai nel 2000 in una agenzia web dove ho mosso i primi passi nella SEO. Cominciai quindi piano a studiare, fare test, avere i primi clienti. E con il tempo è diventata una professione a tempo pieno.
Nel 2003 ho anche costituito una agenzia dedicata e che ancora prospera: I’m Evolution.
2. Cosa l’ha spinta a specializzarsi nel Local Search Marketing e Local SEO?
Per caso intorno al 2007/2008. Mentre seguivo l’attività SEO di un cliente turistico apparve anche in Italia la Universal Search, ovvero Google cominciò a mostrare non più solo i 10 link blu, ma anche foto, news, e soprattutto risultati provenienti dalle mappe.
Quindi le mappe (per essere precisi il Local Pack) che apparivano in cima alla pagina dei risultati di Google, si beccavano tutta l’attenzione e il mio cliente perse circa il 30% delle visualizzazioni e il 25% delle prenotazioni. E quindi cominciai a studiare il mondo della Local SEO.
La mia passione per questo settore e la tecnologia che lo supporta è cresciuta fino a diventare la mia attività principale. Così, nel 2017 ho fondato Local Strategy, una delle prime aziende italiane specializzate verticalmente in questo campo.
Nel frattempo sono diventato un Product Expert nella community ufficiale di Google Business Profile, grazie alla quale sono costantemente in contatto con i migliori professionisti mondiali del settore.
3. Può parlarci della sua azienda Local Strategy?
La principale attività che svolgo insieme al mio staff è quella di supportare moltissime aziende a prendersi cura del canale di Local Search. La qualità che ci contraddistingue è quella di un affiancamento costante e proattivo del cliente per sfruttare al meglio questa opportunità.
La consulenza è poi supportata da una piattaforma proprietaria che automatizza vari compiti, dalla integrazione con i sistemi informativi aziendali, alla gestione massiva delle informazioni, passando dalla sentiment analysis delle recensioni.
4. Com’è nata l’idea dell’Academy e quali sono le finalità?
La Local SEO è un universo distinto dalla SEO tradizionale, meno esplorato e spesso sottovalutato dalle imprese.
Con Local Strategy diamo supporto ad esempio a molte agenzie nostre partner curando lo spazio del Local Marketing.
Con l’Academy, unica in Italia tra l’altro, cerchiamo di colmare questo gap. Realizziamo molti webinar, circa uno al mese e ogni tanto organizziamo anche eventi in presenza, il prossimo sarà il 9 Ottobre a Milano.
5. Parteciperà come speaker al WMF2025 – We Make Future quali saranno i temi del suo intervento?
Presenteremo la prima parte di una ricerca sullo stato delle schede Google Business Profile in Italia.
Analizziamo spesso il settore per trovare dati utili in fase di consulenza e di competizione.
Per questa ricerca abbiamo scaricato circa 700.000 schede e le abbiamo analizzate estraendo alcuni indicatori chiave. I primi risultati sono molto interessanti… Vi aspetto a Bologna…
6. Quanto è importante Google Business Profile (il vecchio My Business) per le aziende locali?
In Italia ci sono circa 40 milioni di utilizzatori ogni mese, è utilizzatissimo dalle persone che possono scoprire negozi ed altre attività locali nelle vicinanze di dove si trovano. Per alcune categorie è vitale.
7. Perché le attività commerciali, in particolare, le piccole attività dovrebbero sfruttare la Local SEO?
Perché intercetta clienti pronti all’acquisto, migliora la reputazione online, aumenta la visibilità locale a costi contenuti. In soldoni, genera risultati concreti.
8. Che ruolo hanno le recensioni nella visibilità locale e come gestirle efficacemente?
Molti proprietari vedono il profilo Google solo come contenitore di recensioni.
A parte questa percezione limitata, le recensioni fanno esaltare la reputazione dell’azienda. La reputazione è ormai universalmente riconosciuta come driver per la scelta di una azienda invece che un’altra.
Per la gestione delle recensioni occorre intanto chiederle a tutti i clienti in ogni modo possibile, rispondere a tutti, e segnalare le eventuali recensioni fasulle.
9. Ci sono strumenti o metriche che ritiene utili per il monitoraggio delle performance locali?
Intanto utilizzare gli insight che si trovano nel pannello di controllo, e danno informazioni molto interessanti.
Vedere quanti arrivano da Smartphone, oppure quali sono le parole più utilizzate è molto di aiuto.
Come strumenti esterni in fase avanzata consiglio strumenti come LocalFalcon che sono strumenti utili per l’analisi del ranking.
10. Crede che l’AI applicata alla Local SEO possa essere un’opportunità o una minaccia?
Non lo so, ma nel tempo è certo un grande cambiamento. Sicuramente cambierà l’interfaccia che useremo.
Per il resto, almeno in questo momento tutte le ricerche e le prove fatte in ambito Local SEO non hanno fatto vedere grandi cambiamenti nel mondo di utilizzo di Google Maps. Il principale motivo è che, in questo ambito, l’AI ha bisogno di dati per dare risposte buone, e i profili Google sono fonti di informazioni che vanno nutrite manualmente.
Ma il tutto potrebbe cambiare.
11. Oltre i suoi libri (“Local Strategy” e “Ecosistema Google Per il Turismo”), può consigliare tre libri per chi vuole lavorare nel digital?
Visto che il digitale si muove a ritmi frenetici, consiglio un libro che deve essere alla base di tutto nonostante le varie evoluzioni: “Le armi di della Persuasione” versione ampliata del 2022 di Robert B. Cialdini.
Di nuovi consiglio “Confessioni di un marketer” di Enrico Marchetto e “Seguimi!” di Gianluca Diegoli.


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